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Male l'import mondiale nei primi 8 mesi del 2016

Nell'ultimo numero di Tre Bicchieri, il settimanale economico del Gambero Rosso, Wine Monitor analizza l’andamento nei primi 8 mesi del 2016 delle importazioni di vino nei principali mercati mondiali

Nell'articolo a pagina 3 del n. 44 del 3 novembre 2016, Wine Monitor analizza l’andamento delle importazioni complessive di vino a livello mondiale.
Secondo i dati elaborati da Nomisma Wine Monitor, nei primi 8 mesi del 2016 il quadro dell’import di vino a livello mondiale si ingrigisce, aggiungendo tinte fosche al panorama descritto a metà anno. La fotografia che sembra emergere presenta luci ed ombre determinate da contesti in piena corsa rispetto agli anni passati (come il mercato cinese), da mercati in calo consolidato (come quello tedesco) e da altri che all’inizio del 2016 sembravano aver imboccato una strada di ripresa – la Russia – ma che invece nel giro di appena due mesi paiono essere tornati indietro. Sebbene questi alti e bassi rappresentino la norma in un mercato dove le importazioni differiscono da paese a paese nei modi e nei tempi in cui vengono effettuate, alcune dinamiche che stanno emergendo non sembrano lasciare tanto spazio a dubbi sulla direzione intrapresa. E’ ad esempio il caso della Germania che, salvo sorprese dell’ultimo trimestre del 2016, si avvia a chiudere il terzo anno consecutivo di riduzione degli acquisti di vino dall’estero. Purtroppo, accanto ai tedeschi, anche gli inglesi sembrano avviarsi sulla stessa strada: -9% le importazioni cumulate fino ad agosto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al contrario, Cina ed Hong Kong continuano imperterriti a correre, entrambi con un +25%, mentre la Russia che a giugno evidenziava un cumulato pari a +6% sembra tornare sui suoi passi arretrando ad agosto fino a quasi -4%. Tengono le importazioni in Giappone e Stati Uniti, entrambi con incrementi attorno al 2%. E in questo scenario, come si comporta il vino italiano? In generale meglio delle singole dinamiche di mercato, andando addirittura in controtendenza nel Regno Unito (+2% ma solo grazie agli sparkling che mettono a segno un +32%), arrivando ad un +4% negli USA e a +30% in Cina, ma arretrando di colpo – come per gli altri vini – in Russia.

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