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Industria del vino: anche nel 2016 cala la rischiosità

Dalla collaborazione tra CRIF Ratings e Wine Monitor, un monitoraggio semestrale su tassi di default delle imprese vinicole italiane. I risultati 2016: con la ripresa del mercato interno e la crescita dell’export, si riduce il livello di rischiosità delle imprese vinicole

Bologna, 03/04/2017 - Record dell’export con 5,6 miliardi di euro e mercato interno senza particolari scossoni (+1% le vendite a valore nella GDO rispetto all’anno precedente): sono queste le principali evidenze del 2016 per il mercato del vino. Ciò non poteva non riflettersi in maniera positiva anche sulla rischiosità finanziaria del settore, come testimoniato dai dati di CRIF Ratings sull’andamento dei default finanziari.
Secondo Paolo Bono, Associate presso CRIF Ratings, “Se la dinamica delle insolvenze finanziare del settore risulta correlata all’andamento del mercato nazionale ed estero, in ottica di rischio finanziario è necessaria un’analisi approfondita sul posizionamento di business dell’impresa. Mercati geografici, canali commerciali e composizione merceologica dell’offerta produttiva sono elementi imprescindibili per valutare il rischio di credito delle imprese del comparto”.

Scarica il comunicato stampa completo 
Scarica il report realizzato nell'ambito dell'Osservatorio permanente sui tassi di default

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